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Mario Rigoni Stern




Lo ricordo bene, non potrei scordarlo neanche se lo volessi.

Frequentavo la seconda media e come sempre cercavo un libro da leggere per l'estate, era un obbligo scolastico e quindi dovevo a mio malincuore adeguarmi.

Nell'elenco dei libri forniti dalla professoressa spuntava su tutti "Il sargente nella neve" , un testo definito impegnativo e quindi facoltativo.

Lo scelsi nonostante tutto perchè mi attirava il titolo e la piccola prefazione che lo introduceva.

Iniziarono le vacanze.

Mi recai in montagna con i miei, sopra Cumiana, una piccola cittadina, per trascorrere una settimana di vacanza.

Avevo fra le mani quel testo tanto odiato perchè mi costringeva alla lettura fuori dal periodo scolastico.

Mi sarei pentito ben presto di averlo anche solo pensato.

Il primo giorno mi sedetti su una sedia in giardino, il sole era caldo ma non troppo, aria tiepida e silenzio totale.

Apriì la prima pagina del libro.

Passarono sette giorni stupendi immersi nella lettura, le immagini del Sergente che camminava a stento nella neve, i patimenti dei commilitoni, i paesaggi invernali, le sensazioni della gente.

Oggi aprendo il giornale mi è preso un groppo in gola, come se avessi letto della morte di un parente.

Mario Rigoni Stern ha rappresentato per me la voglia di leggere, la bellezza della scrittura, la sensazione di perdersi in una riga, la voglia di vedere oltre le apparenze.

Spontamente mi è venuto da dire "Grazie" e spero che nel mio piccolissimo gli sia giunto un grande ed enorme ringraziamento come io avrei voluto tributargli in vita.


Un saluto affettuoso
Alessio

Pubblicato il 18/6/2008 alle 11.50 nella rubrica letteratura , filosofia ed esoterismo.

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