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Valhalla
Caffè illuminista


Cinema , musica e richiami storici


28 agosto 2008

28 agosto, Sant'Agostino



Ritengo che conoscerlo meglio possa solo giovare.

Uomo intenso ma sensato nelle sue idee.

Non cieco credente ma uomo consapevole.

Letterato fine, intenso e mai banale.


Ecco dove cercare

www.augustinus.it



Saluti a tutti
Alessio




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11 ottobre 2007

Michael Clayton

 

Locandina Michael Clayton


" Era molto difficile nel 2003 quando abbiamo fatti "Syriana" e "Goodnight and Good Luck". Allora c'erano picchetti fuori dei cinema che li proiettava e io ero definito "traditore".

Queste le parole che George Clooney rilascia al mensile Ciak riguardo alla situazione americana dopo i suoi due primi film da regista.

La sua ultima fatica attoriale "Michael Clayton" è una pellicola compatta, a tratti lenta che sembra quasi ricalcare le precedenti esprienze registica dell'attore, quasi si fenisse a formare una parabola ideologica in continua evoluzione.

Prima il maccartismo, poi gli intrighi internazionali con al centro il petrolio e glli interessi degli stati e dei singoli e poi un quasi "tirapiedi" dei grandi studi legali.

La figura di Clayton è fosca, si immerge bene in un mondo mai del tutto reso nitido dal regista ( un promettente Tony Gilroy) e che tutto distorce, niente rende vero.

Neanche Michael è un soggetto vero e proprio, sembra un entità senza forma che aleggia sui panni sporchi delle singole persone.

Un finale con un immagine fissa ci mostra il nuovo Clayton, non migliore e nemmeno redetto del tutto, ma solo diverso, che "viaggia" verso un futuro incerto, e probabilmente inesistente.

Un appendice sono le parole di George al termine dell'intervista con Claudio Masenza " Il solo modo per realizzare "Michael Clayton" è fare anche "Ocean's 13", è come una carta di credito che ha bisogno di preventivi versamenti di denaro".

Dietro ad un buon film si nasconde un compromesso necessario, quasi una regola non scritta che prevede una concessione allo show bussiness che come il protagonista della pellicola risolve i guai per permettere un futuro più sereno a pochi.


Saluti a tutti
Alessio




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24 agosto 2007

Harry Potter e l'ordine della fenice

 

Locandina Harry Potter e l'Ordine della Fenice


La tensione non manca nel nuovo Harry Potter e anche la trama si complica e le atmosfere si fanno più cupe.

Per la prima volta assistiamo alla realizzazione di un vero film, con un Daniel Radcliffe impegnato in alcune scene impegnative e che probabilmente lo consacrano come attore.

Speriamo che la parte del maghetto non bruci la carriera del ragazzo inglese che rischia di rimanere incastrato per sempre come è accaduto a Wood con il suo Frodo.

La Rowling mantiene la tensione alla perfezione e supera l'adolescenza con uno slancio direi davvero convincente (anche se confesso di non aver mai letto un suo libro).

Purtroppo il finale della storia è stato bruciato da una incauta gestione del progetto da parte della casa editrice ma fortunatamente la pellicola non subirà la stessa sorte (pirateria permettendo).

Non ci resta che attendere allora e vedere come finirà la Pottermania (e soprattutto come reagirà successivamente la generazione influenzata dal maghetto).


Salutoni a tutti
Alessio




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8 maggio 2007

Il fenomeno Moccia


Per una volta ho scelto di accalcarmi ai botteghini e seguire la folla di giovanissime e vedere la seconda puntata del "Moccia story".

Secondo episodio intitolato "Ho voglia di te", che segue il primo celebre episodio di "Tre metri sopra il cielo", successo italiano che ha lanciato lo scrittore Federico Moccia e l'attore Riccardo Scamarcio.

Confesso di non aver mai aperto un libro dello scrittore romano classe 1963, dalla faccia di adulto giovane e dall'atteggiamento un pò da "er barcarolo và".

Non sono rimasto colpito dalla storia quanto dalla strana dicotomia che si sta formando fra lo scrittore, ormai stile di nuovo cretivo lanciato sempre più nel campo del marketing e nella distruzione indiretta e concettuale di uno dei più caratteristici ponti di Roma, e l'attore di Andria che ormai con la sua ombra rende sempre pù noto il primo protagonista della storia.

Un dubbio sorge da un interessante articolo su Ciak di maggio in cui il sempre sagace Paolo Merechetti nella sua rubrica "Intrecci e Percorsi" ci rende partecipi di un dato inequivocabile.

Grazie all'apporto mediatico (meno recitativo) di Scamarcio il cinema italiano ha acquistato il 40% del mercato nostrano (grazie anche alla debolezza del cinema Usa che è stato colpito da carenza cronica di idee).

Il sospetto sorge: Moccia campa sulle spalle di Scamarcio oppure è il contrario, oppure è una democratica via di mezzo?.

Probabilmente il fenomeno cinematografico mocciano non sarebbe esploso in tutta la sua veemenza senza l'apporto dell'attore osannato dalle ragazzine.

Forse lo scrittore romano lo sa bene ed è forse per questo che cerca a più non posso di colonizzare ogni forma di pubblicità e di prodotto vendibile.

I bei tempi non durano per sempre.

Per saperne di più: http://www.federicomoccia.it/index.asp

Ps: Non sono scappato, purtroppo l'Università unita al lavoro è una miscela esplosiva.
Il tempo scarseggia ma sto cominciando a trovare gli spazietti.


salutoni a tutti
Alessio




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25 febbraio 2007

Lettere da Iwo Jima

Locandina Lettere da Iwo Jima


Qui lo dico e lo confermo per l'ennesima volta, Clint Eastwood è il migliore regista che oggi il mondo del cinema può vantare.

La sua ultima fatica è stilisticamente perfetta e la trama anche se a a tratti un pò lenta, non lascia nulla al caso e ci consegna una battaglia che si fonde con la storia di un paese, il Giappone.

Dopo aver mostrato la guerra dal punto di vista americano con il suo precedente film (un'altra perla) "Flags of our fathers" ora si sposta sul fronte giapponese, mostrando la psicologia, la vita e i pensieri dei protagonisti tramite le loro lettere e i loro discorsi quotidiani.

Si scava nell'intimo ma non c'è mai intellettualismo fine a se stesso,troppo concettuale ma un'attenta fisione degli uomini, dei veri protagonisti della storia umana.

Per rendere meglio l'idea del periodo il regista realizza un bianco e nero intrigante, tendente al grigio e fa parlare i suoi protagonisti in giapponese, i sottotitoli non disturbano la visione.

Tutto è perfettamente reale.

Poi vi è la tradizione giapponese dei samurai, vecchia e antistorica, vi è il generale Kuribayashi con la sua storia personale e conoscitore degli uomini e degli americani e infine vi è la montagna simbolo dell'isola di Iwo Jima e del Giappone, ormai decaduto.

Un film incredibile per contenuti e realtà storica, un capolavoro che indubbiamente meriterebbe l'oscar, senza ombra di dubbio.

Un attore splendido come Ken Watanabe incornicia un ritratto che rimarrà per sempre nella storia del cinema.


Una recensione: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44814


Salutoni a tutti e buona domenica
Alessio




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18 gennaio 2007

La ricerca della felicità



Non c'è che dire, è un film che narra bene una storia vera, che a tratti fa piangere e che non manca certo di stupire.

Non ho mai nascosto di non amare Muccino, troppo mieloso e standardizzato con le sue critiche che hanno pretesa di essere una condanna alla società.

Quest'ultimo suo film però è notevole e ben strutturato con un ottimo Will Smith (che addirittura può aspirare all'Oscar) ed una giusta scelta dei tempi.

Il che mi fa dubitare che sia tutta farina del sacco del regista italiano (non lo dico per invidia ma perchè il cambiamento è stato radicale e troppo rapido).

Un punto però va precisato, di sicuro negli Stati Uniti in questo momento dispongono di sceneggiatori che noi possiamo solo invidiare.

Hanno senso della scena, studiano bene la storia e sanno quando esagerare in certe scene, e pensare che una volta venivano loro ad imparare da noi!!.

Dovremmo cominciare a meditare sui nostri film scontati e vagamente patetici.

Il sito: http://www.medusa.it/laricercadellafelicita/ .


Salutoni a tutti
Alessio




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14 gennaio 2007

Eragon, parte prima


Dopo il "Signore degli Anelli" il mondo fantasy si è definitivamente unito con il cinema.

Si sviluppa un libro l'anno, "Eragon" è un esempio tangibile di saga che non smett mai di stupire anche se molto risente del libro di Tolkien.

Un giovane contadino trova una pietra azzurra e misteriosa, non sa ancora che sarà l'inizio di una grande avventura che lo renderà cavaliere di draghi ed eroe dei suoi tempi.

Il cast è di ottimo livello ma qualche pecca nella gestione della trama rendono il film un piccolo clone di tolkeniana memoria e una pellicola carina ma niente più.

Se posso permettermi, il draghetto di nome Miranda ha una voce quanto mai improbabile come lo era quella del Leone nel film "Narnia".

Non posso credere che i nostri doppiatori siano scaduti, Amendola da lassù grida vendetta!!.

Paesaggi mozzafiato comunque, una vera manna per gli occhi.


Il sito : www.eragonmovie.com


Salutoni a tutti
Alessio




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6 gennaio 2007

Omaggio all'Epifania e alla cara, vecchia Befana




Per i sapienti :

Il termine epifania deriva dal greco ?p?f??e?a, epifaneia, che significa manifestazione (della divinità). Esiste anche l'aggettivo epifanico.

Nel linguaggio contemporaneo Epifania sta ad indicare l'Epifania del Signore, una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale.


Per i credenti :

Per i cristiani l'epifania (non prima del III secolo [1]) commemora le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) di Gesù che nella liturgia attuale sono il battesimo di Gesù nel Giordano (secondo gli gnostici momento nel quale l'uomo è diventato Dio), l'adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo.

Per i cristiani orientali l'epifania è rimasta più vicina al suo significato originario del battesimo di Gesù nel Giordano mentre per i cristiani occidentali la ricorrenza ricorda, oramai, solamente la venuta dei Magi ossia la presentazione di Gesù ai pagani.


Per i sognatori :

Chi vi crede ritiene che la Befana faccia visita ai bambini la notte precedente l'epifania (6 gennaio) per riempire le calze, appositamente lasciate appese dai bambini in quella notte, se sono stati buoni con caramelle e cioccolatini, altrimenti se sono stati cattivi le riempie di carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di dolcetti, regali, ma anche di carbone.

La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata dal Fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.


Per i curiosi :

Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.


Per tutti :

La Befana vien di Notte

con le scarpe tutte rotte

il cappello alla romana

viva viva la Befana.


Auguri a tutti e salutoni
Alessio




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22 ottobre 2006

Il diavolo veste Prada

Locandina Il diavolo veste Prada


Spassoso e divertente ma non banale, questo è poco ma sicuro.

Il libro omonimo della giovane scrittrice americana di Lauren Weisberger ha spopolato e reso forse più umano un campo dove i sentiementi sono azzerati.

Fra colori, bei vestiti e fascino si fa strada un sentimento di dubbio e di sgomento.

Non sempre si ha la risposta a certi quesiti e non sempre le scelte sono facili, la protagonista del film (una affascinate Anne Hathaway) se ne accorgerà ben presto.

Le immagini sono veloci ma precise e i protagonisti sono tutti all'altezza del compito con una menzione necessaria per una divina Maryl Streep che impersona un capo cinico e spietato e per Stanley Tucci, un creatore di abiti molto effemminato e dalla lingua tagliente.

I dialoghi sono al vetriolo e le considerazioni all volte fanno male perchè vere e trasmutabili sulla nostra persona spesso ignara di ciò che ci mettiamo indosso.

Una pellicola questa ben composta (il regista David Frankel non sbaglia un colpo) e che non scade mai nella noia.

Il film sura quasi due ore ma poi fa riflettere per ben più tempo.


Il film: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44407 


Salutoni a tutti
Alessio




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9 ottobre 2006

Pirati dei Caraibi 2

Locandina Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma


Sono andato a vederlo in una serata calda e un poco annoiata, per sognare e per nutrire il bambino che vi è in me.

Ho trovato un Depp istrionico, superbo e a tratti irresistibile, con la sua mimica e le sue facce buffe.

Mi sono domandato se le capacità recitative di Orlando Bloom siano davvero così indispensabili per la buona riuscita del film ( si avvia alla sua seconda Trilogia dopo "Il Signore degli Anelli").

Keira Knightley è liceale, forse dozzinale ma accattivante (il suo sorriso però appare sempre un pò forzato).

Una maledizione per cominciare, un forziere sotterrato da ritrovare ( come nei più bei giochi infantili), mare, sole, palme acque cristalline e colpi di scena fantascientifici.

A differenza del precedente episodio vi è una certa continuità recitativa e un maggiore coinvolgimento da parte degli altri personaggi.

Non solo Jack-Depp dunque ma anche altre facce, altre espressioni.

E poi i pirati con le loro favole, i loro miti, le loro leggende( pesci giganti, scazzottate nelle locande, forzieri colmi di tesori, ecc...).

Sono uscito contento e in attesa del terzo episodio, nel frattempo continuo a sognare e ad immaginare il pirata che non sono.


Una vera recensione: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35984.


Salutoni a tutti
Alessio




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