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Valhalla
Caffè illuminista


letteratura , filosofia ed esoterismo


1 settembre 2008

Non ho peccato abbastanza




Non è mai facile parlare di poesia

è questa non è una frase di comodo.

Sensazioni che sono intense,

possono risultare banali per altre persone.

L'inizio di questo millennio,

ci ha riservato molte sorprese,

per la maggioranza negative.

Ma in mezzo a tanta incertezza vi è

una sicurezza,

le donne hanno cominciato ( non ho omesso

per errore il suffisso -ri )

ad essere loro stesse

e la storia le riscopre.

Non sempre belle,

alle volte cattive o incomprese

ma sempre con un sentimento

che soprattutto l'arte e la letteratura

hanno saputo far valere.

Mi è arrivato fra le mani questa piccola gemma,

parole leggere nel dramma di molte aree

del mondo musulmano,

anche qualche sorriso e

riflessioni di estrema raffinatezza intellettuale.

Io vi insinuo un piccolo dubbio di lettura.



"Non ho peccato abbastanza"

Antologia di poetesse arabe e contemporanee

Mondadori



Saluti a tutti
Alessio




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18 giugno 2008

Mario Rigoni Stern




Lo ricordo bene, non potrei scordarlo neanche se lo volessi.

Frequentavo la seconda media e come sempre cercavo un libro da leggere per l'estate, era un obbligo scolastico e quindi dovevo a mio malincuore adeguarmi.

Nell'elenco dei libri forniti dalla professoressa spuntava su tutti "Il sargente nella neve" , un testo definito impegnativo e quindi facoltativo.

Lo scelsi nonostante tutto perchè mi attirava il titolo e la piccola prefazione che lo introduceva.

Iniziarono le vacanze.

Mi recai in montagna con i miei, sopra Cumiana, una piccola cittadina, per trascorrere una settimana di vacanza.

Avevo fra le mani quel testo tanto odiato perchè mi costringeva alla lettura fuori dal periodo scolastico.

Mi sarei pentito ben presto di averlo anche solo pensato.

Il primo giorno mi sedetti su una sedia in giardino, il sole era caldo ma non troppo, aria tiepida e silenzio totale.

Apriì la prima pagina del libro.

Passarono sette giorni stupendi immersi nella lettura, le immagini del Sergente che camminava a stento nella neve, i patimenti dei commilitoni, i paesaggi invernali, le sensazioni della gente.

Oggi aprendo il giornale mi è preso un groppo in gola, come se avessi letto della morte di un parente.

Mario Rigoni Stern ha rappresentato per me la voglia di leggere, la bellezza della scrittura, la sensazione di perdersi in una riga, la voglia di vedere oltre le apparenze.

Spontamente mi è venuto da dire "Grazie" e spero che nel mio piccolissimo gli sia giunto un grande ed enorme ringraziamento come io avrei voluto tributargli in vita.


Un saluto affettuoso
Alessio




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19 maggio 2008

Uta, la malvagia strega




In un centinaio di pagine c'è in fondo una storia, che parte dalla più tenera età e si dirama sino ai tempi nostri, con un viaggio di svago filosofico che si trasforma in una avventura letteraria, umana, cinematografica ed artistica.

Il titolo è esplicativo e non vi è ragione di giustificarlo.

Nel nobile Duomo di Naumburg la statua di una giovane sposa scatena la fantasia dello scrittore nonchè filosofo Stefano Poggi.




Si rivelerà una conclusione azzeccata, con un finale che contiene risvolti sociali ed umani ( dire filosofici sarebbe scontato).

Passando per Walt Disney Poggi ci spiega come mai questa statuta ha scatenato la fantasias di milioni di visitatori ed ancora oggi possiede una carica emotiva davvero unica al mondo.



Il libro è edito da Raffaello Cortina editore


Salutoni
Alessio




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14 novembre 2007

Il salto dell'acciuga

 

Ricordi attorno ad un buon bicchiere di barbera, di quelli che lasciano il segno nel bicchiere e che sanno di terra, di sudore.

Ecco in quale occasione avrei voluto ricordare questo intenso libro di Nico Orengo, scrittore piemontese e ricercatore del passato.

Il soggetto è un'acciuga, tante acciughe che compiono un arduo e strano viaggio per arrivare sulle tavole di nobili, gente comune, occasionali degustatori.

Ed in mezzo come sempre il mondo, con città piccole che hanno un passato glorioso ma ormai dimenticato e grandi metropoli di oggi che in tempi lontani erano assediate dai saraceni.

E poi vi sono tre marinai ormai sul viale del tramonto con i loro tanti racconti, le leggende e squalche rimpianto per una vita che forse poteva dare di più.

Insomma la storia, il presente e Orengo con i suoi amici.

Finito la lettura di questo libro ho ripensato e la voglia di vedere quei luoghi narrati da Orengo  era forte, davvero intensa.

Racconti, piccoli flash e strane superstizioni condiscono un'opera veramente priva di fronzoli, ma artiginale, costruita con il cuore.

E si finisce per pensare a delle acciughe, che poi strappano sempre un sorriso per il loro passato glorioso e libero.


Nico Orengo
"Il salto dell'acciuga" 
Einaudi


Salutoni a tutti
Alessio




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23 ottobre 2007

Satana dice

 



 Prima di tutto una scelta, quella di scrivere come lei può, come deve e come ha sempre sognato senza intromissioni letterarie o debiti culturali.

Si giura al Demonio che il proprio stile sarà originale e personale, niente sarà accettato se non la vera Sharon Olds, poetessa estroversa e contradittoria.

La scrittrice americana da molti è osteggiata e poco amata, perchè è cruda, autentica e non certo bella stilisticamente.

Vi possono essere forzature, espliciti esempi sessuali (cazzo, figa, scene facilmente immaginabili) e doppi sensi ma questa è Sharon, se stessa tanto da derivare la sua scrittura da Satana.

Elisa Biagini nella prefazione ci mostra le mille facce di una donna provata dalla vita tanto che le sue parole n molti passaggi straziano la carne, le si sente dentro al corpo, non come emozioni ma come tormenti.

Non è una lettura agevole questa e probabilmente non piacerà a tutti ma probabilmente la poetessa non cerca nemmeno l'approvazione del pubblico.

Il libro suddiviso in quattro parti tematiche ( La madre è la sezione a mio avviso più toccante) è un percoso nella mente e nelle sensazioni di un'artista che sente sulla propria pelle la difficoltà di una vita che sembra figlia del Demonio.


"Satana dice"
di Sharon Olds
Casa editrice Le Lettere.


Salutoni a tutti
Alessio




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21 settembre 2007

Pianissimo

 


"Talor,mentre cammino solo al sole
e guardo coi miei occhi chiari il mondo
ove tutto m'appar come fraterno,
l'aria la luce il fil d'erba l'insetto,
un improvviso gelo al cor mi coglie.
Un cieco mi par d'essere, seduto
sopra la sponda d'un immenso fiume.
Scorrono sotto l'acque vorticose.
Ma non le vede lui: il poco sole
ei si prende beato. E se gli giunge
talora mormorio d'acque, lo crede
ronzio d'orecchi illusi.
Perchè a me par, vivendo questa mia
povera vita, un'altra rasentarne
come al sonno, e che quel sonno sia
la mia vita presente.
Come uno smarrimento allor mi coglie,
uno sgomento pueril.
Mi seggo
tutto solo sul ciglio della strada,
guardo il misero mio angusto mondo
e carezzo con man che trema l'erba."


Camillo Sbarbaro
"Pianissimo"
Letteratura universale Marsilio




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16 agosto 2007

In un mondo senza cielo

 



All'interno di questo libro mi sono spesso scontrato con aspetti reali e fittizzi di una cultura, quella palestinese ancora immersa nel mare del fondamentalismo e del passato, ormai svanito.

Vi sono versi profondi di tradizioni ormai scomparse e una ricerca, quella per l'indipendenza che si avvicina molto ad un Eden troppo spesso sognato.

Interessante è la commistione, a tratti ben riuscita fra autori anziani della prima generazione poetica e una nuova corrente di verseggiatori, molto più vicina alla mentalità europea ma martoriati nell'animo da un conflitto che spacca le coscienze.

Non si potrebbe conoscere bene la realtà dei territori senza la prefazione della docente Francesca Maria Corrao che letteralmente ci porta per mano, come bambini dai grandi occhioni.

Colpisce la freschezza di alcuni passaggi che grondano ancora del sangue dei parenti perduti e del dolore delle terre perse, delle guerre e dell'orrore.

Forse questo libro non farà comprendere meglio il medioriente ma sicuramente illuminerà il campo della letteratura palestinese, un mondo che a mio parere riserva interessanti livelli di discussione.


"In un mondo senza cielo, antologia della poesia palestinese"
Giunti editore

Salutoni a tutti
Alessio




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23 gennaio 2007

Il libro dei libri perduti



Cosa avremmo potuto leggere?, che cosa non leggeremo mai?.

Questo testo di Stuart Kelly è estremamente motivante e accattivante, non solo perchè ci spiega con estrema facilità cosa ci siamo persi ma perchè non leggeremo mai testi unici e rari.

Ho sempre pensato che un testo nuovo sia una manna, un dono dal cielo perchè ci coinvolge e ci accresce mentalmente ed emotivamente.

Il più grande dono di un uomo è l'esperienza di un altro essere umano.

Certo è vero che molti scritti non verranno mai letti ma ricordarli come se fossero materialmente presenti ci aiuta a farli rimanere nella mente dell'umantà.


"Il libro dei libri perduti"
di Stuart Kelly
Rizzoli editori


Salutoni a tutti
Alessio




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30 novembre 2006

Nuovi poeti americani

Nuovi poeti americani. Testo inglese a fronte


Si può girare il mondo solo leggendo un libro e si può captare gli umori e le fantasie di un paese solamente prendendo nota di certe poesie.

Nella nuova serie dei poeti del mondo dell'Einaudi, gli Stati Uniti a mio avviso devono essere visti con un occhio di riguardo.

Non solo per la potenza militare di cui dispongono ma anche per un pensiero filosofico e letterario che si sta velocemente sviluppando nel corso degli anni.

Ed allora nascono talenti unici e con un filo d malinconia europea, ma intrisi sempre di umori delle strada e di atmosfere beat.

Personalmente sono rimasto affascinato dagli scritti di Lucille Clifton, di Cornelius Eady e di Louise Gluck (soprattutto quest'ultima, con parole semplici ma toccanti).

Non si può leggere tutto ma puntare sulla qualità è una necessità per salvaguardare la classe ed il talento di tanti scrittori e poeti.

La collana dell'Einaudi sui poeti del mondo è prezioso, un vero diamante.

Io ho cominciato questo viaggio molto tempo fa, ma oggi mi sono soffermato soprattutto su questo libro "Nuoni poeti americani".

Spero di avervi dato un buon consiglio di lettura.


Salutoni a tutti
Alessio (www.walhalla84.splinder.com)

Caffè Blog, pubblicherò il 5 dicembre




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27 novembre 2006

Alessandro Bergonzoni


In tempi non sospetti dissi che Alessandro Bergonzoni era un genio per il suo eclettismo, per la tenacia feroce con cui calcava il palco.

Scrive anche e lo fa con una classe davvero impagabile, un talento sbocciato in sordina ma dotato di tamburi potenti per far sentire la propria voce.

Impegnato nel sociale (collabora attivamente con Amnesty International e con l'associazione gli amici di Luca), non lesina perle di puro teatro miste ad una funambolica capacità lessicale.

Potrei benissimo indicarvi un suo libro, parlarvi per ore della sua vita ma poco servirebbe perchè basta sentirlo parlare per una volta in un'intervista con domande magari insulse per rendersi presto conto che Bergonzoni è un grande artista e un fine intellettuale.

Forse lo osanno troppo, lo innalzo verso l'Olimpo ma con estrema sincerità se lo merita per svariate ragioni, fra le quali spiccano le necessità emotive che mi crea.

Si pensa, si riflette ma si scava anche nel profondo, in un universo molto spesso non toccato e che ci narra di sensazioni mai vissute e mondi mai visti prima.

Approfondite la sua conoscenza, non vi farà di certo male.


Il suo sito: http://www.alessandrobergonzoni.it/ 


Salutoni a tutti
Alessio

Sotto Caffè Blog

Qualche sentimento personale ed intimo: www.walhalla84.splinder.com




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