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17 agosto 2005

Fabrizio De Andrè , l'ultimo grande poeta del novecento


La morte alle volte non riesce a distruggere un mito e anzi ne moltiplica la sua bellezza e la sua classe .
Questo è il caso di uno dei più interessanti , intriganti e magnetici uomini di cultura degli ultimi decenni , sto parlando di Fabrizio De Andrè , simbolo di una musica intellettuale e pienamente poetica .
Le sue note hanno qualcosa di unico , di intensamente vissuto , che scava nella vita e non permette a chi le ascolta di rimanere indifferente a tanta magnificenza .
Parole sussurrate , parole dette con un filo di voce , parole veloci , parole lente , un mix che alla fine ti faceva pensare di essere davanti ad un genio non solo della musica , ma anche del lessico .
L'unione perfetta fra verso e sonorità .
De Andrè , che era nato a Pegli ( Genova ) il 18 febbraio del 1940 , risentiva inderogabilmente del fascino del mare , così misterioso e pregno di leggende .
I suoi genitori , amanti della musica classica capirono il suo enorme talento fin da subito , ma non conoscevano di certo ,l'estro e l'anticonformismo di un uomo che era destinato a far grande la scuola musicale genovese .
Ma a causa della guerra , Fabrizio si deve trasgerire nell'astigiano , questa situazione però arricchirà ulteriormente le sue vedute musicali .
Si compie una fusione direi completamente italiana , il mare e la montagna , con in mezzo un pò di pianura , si crea insomma un poeta italiano dedito alle sonorità .
Musiche che però risentono del mare , e nel 1945 , il ritorno a Genova per Fabrizio è un toccasana , ritrova la sua terra e la sua gente .


Genova che ritorna spesso anche nel suo ultimo cd intitolato : " Anime salve " del 2002 , a soli 3 anni dalla sua morte ( avvenuta 'l 11 gennaio del 1999 nella sua  città natale ) , dove già tutti noi eravamo spersi della sua grande umanità .
De Andrè si è fermato alle soglie del nuovo millennio , ma questa non è una beffa , è forse un regalo della storia , che ha voluto consegnarci uno degli ultimi grandi poeti del secolo passato e non solo .
Certo , vaglielo a spiegare a lui , che è stato un dono della storia , ma alle fine sono sicuro che non se la prenderà più di tanto per l'accaduto .
Fabrizio poteva diventare grande già da piccolo , quando studiava violino con il maestro Gatti infatti , il suo talento era sotto gli occhi di tutti , ma il suo carattere non permise .
Il suo carattere , così individualista e isolazionista , non gli consentiva di essere riconosviuto da tutti , era quasi un epicureo di fine novecento .
I suoi amici , Gino Paoli , Luigi Tenco , Paolo Villaggio gli devono ancora oggi moltissimo , perchè hanno visto crescere un vero fenomeno del linguaggio e della parola in generale .
Solo nel 1975 Fabrizio andrà in tour , quasi controvoglia e da allora la sua fama crebbe a vista d'occhio .
Fino al 1999 , quando la storia a deciso di portarlo via con se , davanti alla faccia del mondo e a quelle 10.000 persone che il 13 febbraio assistettero impotenti alla fine dell'uomo , ma all'inizio del mito .


PS : questo è il mio post numero 100 , lo dedicato a De Andrè perchè avrei voluto tanto incontrarlo , ma purtroppo Dio non ha voluto .


Saluti a tutti e buona giornata
Alessio




permalink | inviato da il 17/8/2005 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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